Riflessione pre-festiva…
L’esperienza mi ha fatto osservare che nei paesi in cui le pene sono miti, lo spirito del cittadino ne è colpito come altrove lo è da quelle gravi…
Non occorre condurre gli uomini con mezzi estremi: conviene essere buoni amministratori dei mezzi che la natura ci dà per condurli.
Si esamini la causa di tutti i rilassamenti e si vedrà che deriva dall’impunità dei delitti, e non dalla moderazione delle pene.
Montesquieu
Art. 319 codice penale.
Il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni...
Art. 319 bis - Circostanze aggravanti
La pena è aumentata se il fatto di cui all'articolo 319 ha per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l'amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene.
Art. 321 - Pene per il corruttore
Le pene stabilite nel primo comma dell'articolo 318, nell'articolo 319, nell'articolo 319 bis, nell'articolo 319 ter e nell'articolo 320 in relazione alle suddette ipotesi degli articoli 318 e 319, si applicano anche a chi dà o promette al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio il denaro od altra utilità.
“Ho creato questo Sito con l’intento di affrontare argomenti scomodi con la Libertà d’espressione che tutti dovrebbero avere, rispettare ed accettare.”
“Un confronto aperto, pubblico, per mettersi in gioco con la realtà della nostra Epoca: in un momento storico in cui il Tempo sembra esser tornato indietro velocemente bruciando tutte le conquiste raggiunte in un passato remoto, nei secoli scorsi, in altri Paesi.”
Scomode Riflessioni è una sfida.
Perché le Scomode Riflessioni sono quelle che si sussurrano all’orecchio del collega nei corridoi delle aziende, ma che per paura di ritorsioni mai e poi mai si ammetterebbero pubblicamente.
Sussurri per sfuggire ai tanti microfoni che invadono il nostro privato e che limitano e proibiscono la nostra Libertà.
Libertà che in questa Società tanto viene sbandierata a partire dall’uso improprio del vocabolo stesso: usato, sfruttato, quasi violentato.
Viviamo sotto la costante minaccia della sua privazione senza renderci conto che questa è stata già attuata.
Legalmente possiamo dire e scrivere ciò che vogliamo e questo ci rende Liberi: ed è così.
Il vero limite alla nostra Libertà risiede dentro di noi. Siamo noi ad essere ormai tanto assoggettati alla logica della ritorsione che non osiamo neanche ammettere il limite che ci è imposto, quotidianamente, dall’ambiente che ci circonda.
Dunque anche solo pensare con la propria testa diventa un problema che nella maggior parte dei casi decidiamo di non affrontare.
Scomode Riflessioni vuole stimolare la zona d’ombra che abita nella mente di chi per timore, o per convenienza, decide di lasciar semplicemente sopravvivere il proprio pensiero al limite minimo delle proprie capacità.
Scomode Riflessioni racconta la tanta codardia che si cela dietro ai finti valori creati da una società dove il più disonesto troppo spesso coincide con il più pre-potente, ma mai con il più forte.
Con Scomode Riflessioni avvio un progetto ambizioso; riuscire a rigenerare le bruciate sinapsi anche di uno solo sarà il mio primo traguardo.
Francesco Tavella